Storia delle lenti a contatto
La storia delle lenti a contatto è lunga e ricca di
avvenimenti. Si tratta di una storia incredibile, che inizia nel 1508 e ancora
oggi continua grazie allo sviluppo di nuovi materiali e di lenti sempre più
efficienti.
Tutto comincia nel 1500 quando Leonardo da Vinci per la
prima volta descrisse il concetto delle lenti a contatto. Infatti, egli capì che
era possibile cambiare il potere della cornea immergendo l’occhio in una ciotola
piena di acqua. Quindi fece degli schizzi per spiegare come potesse essere la
forma di una ipotetica lente a contatto.
Più tardi nel 1600 Rene Descartes suggerì come una lente a
contatto corneale potesse essere usata per correggere la vista. La sua idea
descrive l’utilizzo di un tubo di vetro sottile e chiaro
riempito con acqua e posizionato direttamente sulla cornea. L’idea pur essendo
teoricamente valida, non era pratica. Inoltre il tubo posizionato sull’occhio
impediva l’ammiccamento.
Nel 1801 Thomas Young sviluppò l’idea di Descartes.
Disegnando e sviluppando un piccolo tubo di vetro riempito di acqua e contenente
una piccola lente microscopica. Young utilizzò questo dispositivo per correggere la propria visione.
Nella prima metà dell’ottocento (precisamente nel 1823),
John Herschel, un astronomo inglese, suggerì due nuove importanti idee. La
prima è costituita da una capsula sferica di vetro riempita con gelatina di
origine animale applicata sulla superficie oculare per correggere
l’astigmatismo. La seconda consiste nella creazione di uno stampo per costruire
una lente che si adattasse esattamente alla superficie oculare. Quest’ultima
idea si dimostro impossibile fino all’avvento dell’anestesia.
Nel 1887 Adolph Eugen Fick un oftalmologo svizzero riprese l’idea di Herschel e crea un calco dall’occhio di
un coniglio, successivamente, utilizzando il calco produce una lente in vetro
che prova su se stesso. Questa lente costruita in pesante vetro soffiato copriva
tutto l’occhio. Quindi, Fick spiega come una lente sclerale possa essere
applicata sulla parte meno sensibile dell’occhio
Nello stesso periodo August Muller uno studente tedesco di
medicina per correggere la sua grave miopia sviluppò una lente sclerale in vetro
soffiato molto più confortevole.
Queste prime lenti a contatto fatte in vetro soffiato,
coprivano interamente l’occhio, erano pesanti, poco confortevoli e non
lasciavano passare l’ossigeno alla cornea. I pazienti
potevano indossare queste lenti solo per brevi periodi e spesso soffrivano di
ipossia corneale. Tuttavia, la prova che un pezzo di vetro applicato sull’occhio
potesse migliorare l’acuità visiva, incoraggiò gli studiosi dell’ epoca.
Nel periodo che va 1890 al 1935 non ci furono particolari
sviluppi o conseguenze, due compagnie tedesche: la Karl Zeiss Optical e la
Mueller Co., così come altri piccoli laboratori in America e in altri parti del
mondo continuarono a produrre lenti a contatto in vetro, ma in quantità molto
limitate.
Nel 1929 il dottor Dallos decise di riutilizzare l’idea di
Herschel per prendere il calco degli occhi, perfezionando l’idea.
Ma la svolta ci fu nel 1936, quando il Dottor William
Feinbloom intuì come la sostituzione del vetro con della plastica potesse
portare benefici al portatore di lenti a contatto. Utilizzando la plastica si
riduceva il peso della lente, il materiale plastico poteva essere plasmato più
facilmente ed era compatibile con i tessuti oculari, in sostanza la lente
sclerale contenente plastica era molto più confortevole di quelle completamente
in vetro.
Inizialmente utilizzò della resina opaca che aveva a
disposizione, ma successivamente la sostituì con il PMMA (polimetil
metacrilato). Le lenti sclerali progettate usando il plexiglas o polimetil
metacrilato erano costruite con il centro in vetro (che andava a coprire la
cornea) e la parte più esterna in PMMA (sulla sclera).
Successivamente, nel 1945, l’Associazione Americana di
Optometria riconosce le lenti a contatto come una parte importante nel campo
dell’optometria.
Nel 1948 Kevin M. Touhy un ottico californiano che lavorava
per la Solex Laboratories costruì la prima lente a contatto fatta interamente di
materiale plastico, più piccola rispetto alle lenti che ricoprivano l’intero
occhio. La scoperta avvenne grazie ad un errore in laboratorio, infatti, una
lente sclerale accidentalmente di divise in due, la parte sclerale e quella
corneale. Il Dr. Touhy vide la piccola lente che doveva ricoprire la cornea e
provò ad indossarla. Dopo qualche ulteriore esperimento costruì la prima lente
corneale.
Nello stesso anno il Dottor George Butterfield un
optometrista dell’ Oregon, sviluppò l’idea del Dr. Tuohy e progettò una lente
con una superficie interna curva che meglio si adattava alla superficie oculare.
Le innovazioni apportate alle lenti a contatto dal Dr Touhy
e dal Dr Butterfield determinarono il futuro della moderna lente a contatto
corneale.
Nel 1960 il chimico cecoslovacco Dr. Wichterle Otto e il
suo assistente Dr. Drahoslav Lim iniziarono la progettazione e la
sperimentazione di lenti a contatto prodotte con un materiale plastico più
flessibile detto idrossetil metacrilato (HEMA) che aveva la capacità di
assorbire acqua. Queste lenti a contatto morbide risultarono essere molto più
confortevoli e sopportabili per periodi più lunghi.
Questa fu una vera svolta per la contattologia, poiché le
lenti morbide, leggere e più confortevoli cominciarono ad essere apprezzate da
un pubblico molto più vasto. Inoltre da questo momento gli sviluppi si
susseguirono a ritmi serrati, con lo sviluppo di nuovi materiali e nuove lenti
sempre più confortevoli.
Nel 1971 l’ente americano FDA (food and Drug Administration)
approvò questo tipo di lenti a contatto morbide e la Bousch e Lomb cominciò a
produrle e a commercializzarle.
A metà anni 1970 si cominciarono a utilizzare le prime
lenti a contatto terapeutiche o di bendaggio, e successivamente nel 1978 furono
introdotte nel mercato anche le prime lenti a contatto toriche per astigmatici.
Nel 1979 fu sviluppata una nuova lente rigida gas
permeabile (RGP), questa lente fatta in silicone acrilato, permetteva un maggior
apporto di ossigeno alla cornea, poiché costruita con materiali più permeabili
(co-polimeri di silicone e PMMA)
Dal 1980 al 1990 si sono studiati molti materiali e
polimeri sempre più permeabili, questi studi hanno portato allo sviluppo di
lenti colorate, di lenti bifocali, di lenti a porto prolungato e di lenti usa e
getta fino alla costruzione di lenti RGP utilizzando un nuovo materiale il
fluorosilicone acrilato.
1981 introduzione della lente a contatto ad uso continuo
1982 introduzione della lente a contatto morbida bifocale
1983 introduzione della lente RGP colorata
1987 introduzione della prima lente a contatto usa e getta
(da utilizzare per brevi periodi e poi buttarla via.
1987 introduzione della RGP in fluoro silicone acrilato
Durante questo periodo furono messi in commercio anche
nuovi sistemi di pulizia delle lenti a contatto, infatti, nel 1984 furono
introdotti i sistemi al perossido di idrogeno e successivamente le soluzioni
uniche.
Gli anni 1990 furono anni di intensa ricerca e
sperimentazione, nei primi anni ’90 vengono lanciate le lenti usa e getta con
sostituzione bisettimanale, e nel 1995 erano già disponibili lenti usa e getta
giornaliere, accolte positivamente per la loro praticità d’utilizzo.
Nel 1996 venne introdotta una lente a contatto morbida
costruita con un filtro UV.
Nel 1999/2000 furono introdotte le lenti disposable (usa e
getta) toriche e bifocali.
Sempre nel 2000 furono disponibili nuove lenti al silicone
idrogel che offrirono un maggiore confort al portatore.
La ricerca non si è fermata, oggi, tecnologie avanzate e
nuovi materiali mettono a disposizione una vasta gamma di lenti a contatto che
permettono di risolvere ogni esigenza visiva, garantendo al portatore comodità
ed un elevato livello di confort.