INIDONEITA’ LOCALE O GENERALE
PREESISTENTE O SOPRAVVENUTA,
ALL’USO DELLE LAC
Dott. Manganotti Alberto
Medico Chirurgo, Clinica Oculistica Università' di Verona
www.manganottioculista.it
E’ rappresentata dalle controindicazioni generali o locali,
relative o assolute, all’uso delle LAC che fa parte della visita preliminare contattologica; tali controindicazioni
possono ovviamente acquisirsi anche dopo lunghi periodi di buon porto di LAC.
Nell’anamnesi si cercherà accuratamente eventi patologici,
inizio di terapie croniche ecc., concomitanti all’insorgenza dei disturbi. Tipico esempio sono le alterazioni
del film lacrimale indotte dall’uso di farmaci.
Va ricordato che i meccanismi che determinano anomalie del film
lacrimale dipendono da:
1. Iposecrezione acquosa primitiva o secondaria all’uso di LAC
(vedi più avanti)
2. Carenza di mucina che determina una aumentata evaporazione
primitiva o secondaria all’uso di LAC.
3. Anomalie lipidiche (blefariti, meibomiti ecc.)
4. Anomalie di movimento (lagoftalmo, ptosi, ridotto
ammiccamento ecc.)
Fra i sintomi d’alterata lacrimale ricordiamo gli appannamenti
transitori della LAC, l'effetto ventosa, senso di sabbia, difficoltà alla rimozione delle LAC e necessità di
pulire le LAC. Alcuni sintomi sono riferiti anche senza LAC (fatica ad aprire gli occhi la mattina, dolore puntorio,
iperlacrimazione paradosso ecc.).
I segni clinici dell’alterato film lacrimale sono conosciuti. Le
forme più precoci sono spesso caratterizzate dalla sola presenza di una LAC morbida stretta, da una lieve sofferenza
epiteliale della cosiddetta “area esposta” corneocongiuntivale o, ancor più semplicemente dalla presenza di una LAC che “si
asciuga” subito dopo l’ammiccamento.
Talora sono presenti dei depositi proteici. E’ costante la
presenza di menischi lacrimali scarsi e irregolari e altre anomalie tipiche del film lacrimale.
È ovviamente necessario, in questi casi eseguire un test
completo del film lacrimale. In caso d’occhio secco è possibile applicare comunque LAC, se
indicato, tenendo in considerazione i seguenti consigli:
• Si possono provare le lenti al silicone-idrogel (nate per il porto permanente) ma
utilizzate per uso quotidiano. Esse si disidratano poco (hanno bassissima idratazione) e permettono
un ottima respirazione oculare (come vedremo l’ipossia corneale produce a sua volta iposecrezione).
• Progettare LAC di ricetta a raggio di base piatto (Km + 0.80-1,0 mm.) se necessario utilizzando un
diametro grande confezionale in materiali (idrogel) alla glicerina a bassa
idratazione. Questi materiali si disidratano con maggior difficoltà rispetto agli altri idrogel e si reidratano più
facilmente.
• Utilizzare una manutenzione ossidativa al 3%
• Ovviamente utilizzare sostituti lacrimali con le LAC.
Noi utilizziamo con successo anche delle speciali “Mini lenti”
alla glicerina (diametro 13,20 e particolare geometria di flangia), che vengono confezionate in tornitura a bari raggi
base. Esse offrono il vantaggio del materiale e quello di ridurre la superficie oculare “coperta” dalla LAC.
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Complicazioni legate all'uso di lenti a contatto