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APPLICAZIONE ERRATA (GEOMETRIE O MATERIALI)

Dott. Manganotti Alberto
Medico Chirurgo, Clinica Oculistica Università' di Verona
www.manganottioculista.it

Una cattiva applicazione di LAC può determinare tre ordini di complicanze:
I) un danno tissutale vero e proprio.
II) disturbi vari senza lesioni importanti.
III) cattiva correzione dell’ametropia.
I danni tissutali dovuti a cattiva applicazione di una LAC, possono presentarsi sotto molteplici aspetti. Una LAC (morbida o non flessibile) applicata stretta può provocare una Sn. IPOSSICA (vedi avanti).
Appoggi di LAC rigide molto lontani dalla corneo-conformità (LAC strette o piatte), possono determinare lesioni corneali evidenziabili con colorazioni vitali. Tipiche sono modeste abrasioni semilunari in periferia, per lo più nel settore superiore: sono dovute ad eccessivo traumatismo del bordo della LAC:
La presenza di abrasioni centrali di varia profondità e forma, associate a cheratite puntata superficiale centrale e inferiore, è tipica di LAC piatte. Va ricordato che modeste abrasioni rettilinee sono compatibili con piccoli traumi accidentali e sono frequenti nel periodo di adattamento. Non richiedono particolari provvedimenti.
Una LAC morbida stretta può determinare un tipico “solco congiuntivale” vicino al limbus con strozzatura dei vasi, chemosi congiuntivale all’esterno del bordo della LAC e marcata iperemia pericheratica superficiale. Tale lesione può permanere a lungo anche dopo sospensione delle LAC. Questo condizione rappresenta un cofattore della cosiddetta "Sindrome da lente stretta" (tight lens syndrome) di cui si parlerà più avanti.
Un’altra azione meccanica prodotta dalle LAC (soprattutto rigide) è il warpage corneale (o pseudocheratocono): il profilo corneale non è più regolare (assosimmetrico) e si deforma per lo più nel settore inferiore.
Lo bisogna sospettare in caso di visus scarso o con dati refrattivi instabili dopo tolte LAC, ma la diagnosi è esclusivamente topografica.
Raramente il warpage corneale non regredisce dopo la sospensione delle LAC. Molto di rado si riscontra anche in soggetti in cui l’applicazione inizialmente era stata corretta. In quest’ultimo caso fattori extra applicativi (come l’elevata tensione palpebrale o malattie del collagene) entrano in gioco nella patologia. Ritengo che in questi casi è necessaria l’applicazione di LAC realizzate su misura sui dati della cheratoscopia (custom-made su link informatico) per ridurre al minimo queste alterazioni ed eventualmente “rimodellare” il profilo corneale (molding).
Un’errata scelta della applicativa (ma talora anche nelle fasi iniziali di adattamento di un neo portatore) si riscontrano frequentemente disturbi oculari senza lesioni importanti a tessuti.
Fra i sintomi più spesso riferiti ricordiamo un visus instabile, la sensazione di bordo della lente e aloni luminosi attorno a sorgenti di luce.
La cattiva correzione dell’ametropia è più frequente di quanto si pensi. Spesso il miope viene ipercorretto; per tale motivo viene raccomandato l’uso della tecnica sovrarefrattiva in annebbiamento.

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