Cenni di Anatomia dell’ Occhio

21 aprile 2011 di Lentiacontatto Lascia un commento »

Anatomia OcchioL’occhio umano è un complesso dispositivo anatomico che conferma quanto sia meraviglioso e straordinario il corpo umano.
Come una macchina fotografica, l’occhio è in grado di rifrangere la luce e produrre un concentrato di informazioni, che sotto forma di impulsi elettrici arrivano al cervello e che a sua volta le traduce in immagini.
L’ occhio è chiamato anche bulbo oculare, è di forma sferica ed è costituito da più strati e strutture interne, ognuna delle quali svolge funzioni distinte.
All’esterno dell’occhio troviamo le palpebre, le ciglia e le sopraciglia, che si possono definire “dispositivi di sicurezza” poiché proteggono gli occhi da polvere, sporco o agenti esterni che potrebbero danneggiarlo.
L’occhio è posizionato nella cavità orbitale, una tasca ossea rivestita con del tessuto adiposo che agendo come cuscino offre un’ulteriore protezione.
La parte più superficiale dell’occhio è composta da un tessuto bianco chiamato sclera, questo tessuto ha il compito di mantenere la forma sferica e di proteggere le strutture interne, inoltre, alla sclera si attaccano sei muscoli che consentono di muovere l’occhio nelle diverse direzioni.
Andando dall’esterno all’interno, lo strato successivo è la coroide, che è costituita da una fitta rete di vasi sanguigni e fa affluire il sangue necessario a nutrire le strutture interne dell’occhio. Infine, troviamo un ultimo strato chiamato retina, un tessuto nervoso che riveste la parte interna del bulbo oculare.
Nella parte anteriore dell’occhio troviamo la cornea, una struttura trasparente priva di vasi sanguigni, ma ricca di fibre nervose. Nella parte posteriore della cornea troviamo la camera anteriore che contiene un liquido trasparente chiamato umore acqueo. La superficie corneale è continuamente bagnata dal film lacrimale.
La luce rifratta dalla cornea passa attraverso la pupilla, quest’ultima è semplicemente un foro di apertura che permette il passaggio della luce. Come in una macchina fotografica anche l’occhio ha la possibilità di regolare il foro di apertura (pupilla) per l’ingresso della luce, questa regolazione è effettuata dall’ iride.
L’iride è la parte colorata dell’occhio,si tratta di un diaframma, che è in grado di aumentare o ridurre le dimensioni della pupilla. In situazioni di forte luminosità l’iride riduce le dimensioni della pupilla limitando la quantità di luce in entrata. Al contrario, in situazioni di scarsa luminosità allarga la dimensione della pupilla aumentando la quantità di luce.
La luce che passa dalla pupilla successivamente attraversa il cristallino.
Il cristallino è una lente biconvessa costituita da materiale fibroso, la sua funzione è quella di mettere a fuoco le immagini sulla retina. Il cristallino ha la capacità di modificare continuamente la sua forma al fine di migliorare il processo visivo. Questo processo conosciuto con il termine di “accomodazione” è regolato dai  muscoli ciliari, che si rilassano o si contraggono al fine di appiattire o curvare il cristallino permettendo così’ la messa a fuoco di oggetti lontani o vicini.
All’interno del bulbo oculare, tra il cristallino e la retina c’è una sostanza trasparente e gelatinosa chiamata umor vitreo, tale sostanza permette il passaggio della luce e consente al globo oculare di mantenere la sua forma.
La superficie interna del bulbo oculare è rivestita da una sottile membrana chiamata retina.
Possiamo suddividere la retina in due aree: la zona più centrale chiamata macula che comprende anche la “fovea centrale” ricca di “coni” e una zona più periferica ricca di “bastoncelli”.
I coni e i bastoncelli sono fotorecettori che si differenziano per le caratteristiche diverse. I coni sono deputati alla visione e alla percezione dei colori in presenza di forte luminosità, mentre i bastoncelli servono a garantire la visione in condizioni di scarsa luminosità.
La luce dopo avere attraversato la cornea, la pupilla, il cristallino e umor vitreo arriva sulla retina, nella zona della fovea, qui gli impulsi luminosi attraverso un complesso meccanismo vengono trasformati in impulsi elettrici e inviati al cervello attraverso il nervo ottico.
Il nervo ottico si posiziona nella parte posteriore del bulbo oculare, ed è costituito da oltre 1 milione di fibre nervose provenienti dalla retina. Questo fascio di fibre consente agli impulsi elettrici di raggiungere il cervello, ed in particolare una zona chiamata “corteccia visiva occipitale”, qui gli impulsi elettrici vengono interpretati dal cervello e rielaborati in immagini.



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